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A seconda che si desideri produrre vino rosso o vino bianco si attua un diverso tipo di fermentazione.
Il pigiadiraspato delle uve rosse viene pompato direttamente nei fermentini dove, opportunamente inoculato con lieviti selezionati, inizia a fermentare mantenendo il contatto bucce-mosto. Questo contatto, incrementato da rimontaggi programmati, permette l’estrazione del colore. La fermentazione si svolge a temperatura controllata (27-28°C) e dura 7-8 giorni, durante i quali lo zucchero presente nell’uva si trasforma in alcool.
Completato questo processo si attua la svinatura, ovvero la separazione del vino fiore dalle vinacce fermentate. Queste ultime vengono raccolte e inviate a una pressa pneumatica orizzontale dove sono torchiate in modo soffice. Da questa torchiatura si ottiene il vino torchiato che viene poi ripartito, secondo opportuni tagli, nel vino fiore. Le vinacce esauste vengono mandate in distilleria per la produzione della grappa. Un’altra fermentazione importante per i vini rossi è la fermentazione malolattica durante la quale l’acido malico si trasforma in acido lattico contribuendo ad “arrotondare” il gusto del vino rosso.
Nella vinificazione in bianco il pigiadiraspato delle uve bianche viene invece subito pompato nella pressa orizzontale dove subisce un processo di sgrondatura e pigiatura soffice. Da questa operazione si ottiene il mosto fiore (privo di bucce e vinaccioli) che, inviato nei tini di fermentazione, chiarificato e opportunamente inoculato con lieviti selezionati, inizia la fermentazione.
Anche la fermentazione dei bianchi, con la trasformazione dello zucchero in alcool, avviene a temperatura controllata (17-18°C).
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